...
Bisogna stare svegli e all'erta;
bisogna ascoltare costantemente,
ed essere interessati ad ascoltare cosa succede ogni giorno;
bisogna continuare ad interessarsi alla vita.
Lo scrittore cerca qualcosa a cui ribellarsi; hai bisogno di qualcosa che ti spinga.
Scrivere vuol dire aspettare continuamente,
a volte aspettare un anno per scrivere qualcosa di buono.
L'ispirazione è come una apparizione, è come l'allineamento planetario. Quando scatta, quando i tempi, tu, la tua storia, la storia che è viva in quel momento, quello che accade nel mondo, la tua abilità si allineano: bang; and good things happen.
da intervista di presentazione del tuor europeo 2012
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19 giugno 2012
02 maggio 2011
Frederic Beigbeder - £ 26.900 (3)
...Vorrei piantare tutto, andarmene con il malloppo, portando con me droga e puttane su una cazzo di isola deserta. (Starei tutto il giorno a menarmi l’uccello guardando Soraya e Tamara farsi ditalini), Ma non ho le palle per dimettermi. Ecco perché scrivo questo libro. Il licenziamento mi permetterà di evadere da questa prigione dorata. Sono nocivo, fermatemi prima che sia troppo tardi, per pietà! Sganciatemi 100 milioni e sparisco, promesso. Cosa ci posso fare se l’umanità ha scelto di sostituire Dio con prodotti di largo consumo?
Sorrido, perché può anche accadere che all’uscita di questo libro, anziché buttarmi fuori a calci in culo, mi rifilino un aumento. Nel mondo che vado a descrivervi, la critica è digerita, l’insolenza incoraggiata, la delazione remunerata, la contesa organizzata. Presto verrà conferito un Nobel per la provocazione e io sarò un candidato difficile da battere. La rivolata far parte del gioco. Le dittature del passato temevano la libertà d’espressione, censuravano la contestazione, rinchiudevano gli scrittori, bruciavano i libri controversi. Nei tempi dei brutti autodafé permettevano di distinguere i buoni dai cattivi. Il totalitarismo pubblicitario è ben più subdolo. È un fascismo che ha imparato la lezione dai fiaschi precedenti (Berlino 1945 e Berlino 1989: ora che ci penso, perché tutte le barbarie sono morte nella stessa città?).
Per ridurre l’umanità in schiavitù, la pubblicità ha scelto la linea morbida, la persuasione. Viviamo nel primo sistema di dominio dell’uomo sull’uomo contro il quale perfino la libertà è impotente. Anzi, questo sistema punta tutto sulla libertà, è questa la sua più grande trovata. Le critiche servono solo a dargli più risalto, i pamphlet a rafforzare l’illusione della sua melliflua tolleranza. Vi sottomettete con eleganza. Tutto è permesso, nessuno viene a malmenarti se fai casino. Il sistema ha raggiunto il suo scopo: anche la disobbedienza è diventata una forma di obbedienza.
I nostri destini stroncati vengono graziosamente impaginati. Proprio voi, che state leggendo questo libro, scommetto che vi dite: “Carino, questo pubblicitario che sputa nel piatto dove mangia, ma dai, su che ci sei dentro quanto gli altri, pagherai i tuoi tributi come tutti”. Non c’è modo di venirne fuori. È tutto sprangato, con il sorriso sulle labbra. Vi bloccano con crediti da rimborsare, mensilità, affitti da pagare. Avete qualche scrupolo? Milioni di disoccupati là fuori aspettano solo che lasciate libero il posto. Potete prendervela finché volete, Churchill ha già dato la risposta, affermando “E’ il sistema peggiore a eccezione di tutti gli altri”. Non ci ha ingannati. Non ha detto il sistema migliore. Ha detto il peggiore.
30 aprile 2011
Frederic Beigbeder - £ 26.900 (2)
...Io interrompo i vostri film per imporre i miei loghi e mi pagano le vacanze a Saint Barth o a Lamu o a Phuker o a Lascabanes (Quercy). Ritrito i miei slogan nei vostri giornali preferiti e mi offrono una casa in Provenza o un castello del Perigord , una villa in Corsica o una masseria in Ardèche, un palazzo in Marocco, un catamarano alle Antille o uno yacht a Saint. Tropez. Io sono dappertutto. Non mi sfuggirete. Dovunque posiate i vostri occhi, troneggia la mia pubblicità. Vi proibisco di annoiarvi. Vi impedisco di pensare. Il terrorismo della novità mi serve a vendere il vuoto. Per stare sulla cresta dell’onda, sotto deve esserci il vuoto ( chiedete ai surfisti di Lacanau o a quelli di internet). Io stabilisco cos’è Vero, cos’è Bello, cos’è Bene. Io scritturo le modelle che vi faranno arrapare fra sei mesi. A forza di stamparle sui manifesti, voi le battezzerete top model; le mie ragazzine metteranno in crisi qualsiasi donna al di sopra dei 14 anni. Voi idolatrate le mie scelte. Quest’inverno bisognerà avere le tette più su delle spalle e la topa spopolata. Più io gioco con il vostro subconscio, più voi mi obbedite. Se osanno uno yogurt sui muri della vostra città, vi garantisco che andrete a comprarvelo. Crederete di possedere il libero arbitrio, ma un giorno o l’altro riconoscerete il mio prodotto negli scaffali di un supermercato e lo acquisterete, così, tanto per assaggiarlo, credetemi, conosco il mio mestiere.
Mmmmm, è bellissimo penetrarvi nel cervello. Godo nel vostro emisfero destro. Il vostro desiderio non vi appartiene più: io vi impongo il mio. Vi proibisco di desiderare a caso. Il vostro desiderio è il risultato di un investimento calcolato in miliardi di euro. Sono io che decido oggi quello che voi vorrete domani.
…Non è assurdo vedere fino a che punto tutti sembrino trovare normale questa situazione? Mi disgustate, miserabili schiavi di ogni mio più piccolo capriccio. Perché mi avete lasciato diventare il Re del mondo? Vorrei svelare questo mistero: come, all’apice di un’epoca cinica, la pubblicità è stata incoronata Imperatrice. Nessun pazzo irresponsabile è mai stato tanto potente da duemila anni a questa parte.
29 aprile 2011
Frederic Beigbeder - £ 26.900 (1)
Tutto è provvisorio: l’amore, l’arte, il pianeta Terra, voi io. La morte è talmente ineluttabile che coglie tutti di sorpresa. Come sapere se questo giorno è l’ultimo? Crediamo sempre di avere tempo. E poi, di colpo, puf, non ci siamo più fine del tempo regolamentare. La morte è l’unico appuntamento sul vostro organizer.
Mi chiamo Octave e mi vesto da APC. Sono un pubblicitario: ebbene si, inquino l’universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai. Cielo sempre blu, ragazze sempre belle, una felicità perfetta, ritoccata con Photoshop. Immagini leccate, musiche nel vento. Quando, a forza di risparmi, voi riuscirete a pagarvi l’auto dei vostri sogni, quella che ho lanciato nella mia ultima campagna, io l’avrò già fatta passare di moda. Sarò già tre tendenze più avanti riuscendo così a farvi sentire sempre insoddisfatti. Il Glamour è il paese dove non si arriva mai. Io vi drogo di novità e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova. C’è sempre una novità più nuova che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma.
La vostra sofferenza dopa il commercio. Nel nostro gergo l’abbiamo battezzata “frustrazione post-acquisto”. Non potete stare senza un prodotto, ma non appena lo possedete, dovete averne un altro. L’edonismo non è un umanismo: è un cash-flow. Il suo motto? “Spendo dunque sono”. Ma per creare bisogni si devono stimolare la gelosia, il dolore, l’insoddisfazione; sono queste le mie munizioni. E il mio bersaglio siete voi.
Passo la vita a mentirvi e vengo lautamente ricompensato. Guadagno 13.000 euro al mese (senza contare la nota spese, auto di servizio, stock-option e golden share). L’euro è stato inventato per rendere di tre zeri meno indecenti i salari dei ricchi. Ne conoscete molti che guadagnino 13.000 euro al mese alla mia età? Io vi strumentalizzo e in cambio mi rifilano la nuova Mercedes SLK…
12 aprile 2011
La verità su Kerry e ciò che resta di noi - Olive Kitteridge di Elizabeth Strout
tratto da Olive Kitteridge di Elizabeth Strout
Non è più una bella giornata di aprile. Il vento da nord-est che soffia contro il fianco della casa di Bonnie ha portato con sè le nuvole, ed ora un cielo grigio come a Novembre incombe sulla baia e sui cupi scogli frustati incessantemente dall'acqua, che fa turbinare le acque lasciandole sospese in ciocche aggrovigliate sui massi più alti. Lontano, fino alla punta, la costa rocciosa appare spoglia come se fosse inverno, e solo i pini e i sottili abeti sono ammantati di verde scuro, perchè è di gran lunga troppo presto perchè spuntino le foglie; anche vicino alla casa la forstizia ha solo i boccioli.
Mentre cerca Marlene, Olive Kitteridge calpesta...
11 aprile 2011
07 gennaio 2011
Il Viaggio...
Viaggiando, contraddico me stesso. Viaggiando, sposto un limite interiore. Costruisco nuove connessioni nel cervello, ne lascio cadere di inutili. Per me il viaggio non è mai piacere. E' un atto di igiene psicofisica, un Kriya yogico profondo, come quando si puliscono le narici, gli organi interni, gli intestini. E' proprio quando la quantità di tossine sedimenta e comincia a influire sull'umore e sui ritmi biologici che una parte di me accerte la necessità di viaggio. Ho letto che i batteri e gli acari della polvere inducono uno stato di quieto tropore, stimolando endorfine. Euforia pda casa polverosa. Il me stesso bolognese protesa e rivendica, pronto alla lamentazione. Però c'è una parte di me simile a padre Navarette. Un uomo che viaggia molto, incapace di erigere una casa stabile. Un uomo che si contraddice, di molte partenze. "
03 dicembre 2010
MASTER CLINT - Show don't tell - Lezione 1228
Io ho un divano scomodo. L'aspetto positivo è che non ci si addormenta neanche in quelle sere, come ieri, in cui si è davvero alla frutta. Allora: cena, faccende, zapping TV.
RAI3, Million dollar baby. Fine dello Zapping.
Film incredibile. Sceneggiatura meravigliosa. Regia pulita.
L'ho visto e rivisto, eppure......Lezione 1228 di Clint.
Siamo al punto in cui Maggy, grazie ad una vita di stenti, allenamenti durissimi, e le prime vittorie, ha messo da parte qualche soldo con cui ha acquistato una casa a sua madre, senza dirglielo, e chiede a Frank, dato che sono nei paraggi, di accompagnarla a casa sua per consegnare questo enorme regalo alla madre.
Frank accetta.
Arrivano alla casa. La madre e la sorella di Maggy la snobbano, la umiliano, la insultano e deridono, non ostante siano persone alla deriva e il regalo sia enorme. La scena è quasi stomachevole.
Frank è silente, Maggy accenna una reazione trattenuta, salgono in auto e se ne vanno. Maggy è umanamente sconfitta, ed anche un panzer come lei accusa il colpo. Frank, per quanto duro e apparentemente inscalfibile è evidentemente toccato dalla sofferenza della ragazza.
Fin qui il film ha svelato solo le apparenze della vita dei due protagonisti, ora cambia registro e trascina lo spettatore nel profondo dei personaggi, nella dark side, tra le ferite e le sofferenze più private.
LEZIONE: Fermo ad un distributore, Frank lava il vetro dell'auto mentre aspetta di terminare il rifornimento.
L'inquadratura è centrata su Maggy, seduta al lato passeggero, ma comprende anche Frank fuori dall'auto e chino sul parbrezza. Frank bagna il vetro.
L'immagine di Maggy è un po' filtrata dall'acqua.
Frank passa la spazzola e l'immagine di Maggy diventa nitida, pulita. Lui la osserva, e lei è triste, immobile, indifesa, scossa, ferita, "al tappeto".
L'inquadratura è centrata su Maggy, seduta al lato passeggero, ma comprende anche Frank fuori dall'auto e chino sul parbrezza. Frank bagna il vetro.
L'immagine di Maggy è un po' filtrata dall'acqua.
Frank passa la spazzola e l'immagine di Maggy diventa nitida, pulita. Lui la osserva, e lei è triste, immobile, indifesa, scossa, ferita, "al tappeto".
In una scena, potenzialmente banale e da taglio in fase di montaggio ( benzina e lavaggio vetro), la metafora di un momento fondamentale: Frank ha conosciuto la famiglia di Maggy, lo squallore, la aridità affettiva, umana e materiale da cui con sforzi enormi lei sta riuscendo a riscattarsi.
Frank ne ha compassione. Ha tolto il velo ( d'acqua nella traduzione cinematografica) e "vede" nitidamente chi e cosa è Maggy; le sue debolezze più intime e private. "Pulisce" l'immagine da bulldozer inarrestabile.
Frank ne ha compassione. Ha tolto il velo ( d'acqua nella traduzione cinematografica) e "vede" nitidamente chi e cosa è Maggy; le sue debolezze più intime e private. "Pulisce" l'immagine da bulldozer inarrestabile.
Di lì a poco Frank arriverà a coinvolgersi completamente nella storia di Maggy:
Lei- ho solo lei al mondo.
Lui- puoi contare su di me.
Lei- ho solo lei al mondo.
Lui- puoi contare su di me.
Frase che solo pochi minuti prima era impossibile anche solo da immaginare dato il punto di partenza della storia. Parole che dette da un uomo schivo, e ritroso ad ogni contatto umano pesano e peseranno nel proseguio del film.
In una immagine mille significati.
Grande insight
Grande preparazione del Background
Grande Turning point
Grande Arco del personaggio.
Grande Clint. Lezione n° 1228 del maestro.
Uno dei pochi registi/attori che potrei seguire anche su un divano comodo, in una sera in cui sono alla frutta, senza mai prendere sonno e imparando qualcosa.
11 maggio 2010
LE PAGINE MIGLIORI DEL TUO LIBRO PREFERITO?
Leggo recensioni mirabolanti, sviolinate sconfortanti, ma cosa apprezzano i TUOI occhi? Qual'è il distillato che lì ti fa tornare?
Poche pagine tanti mondi diversi: perchè?
Pagine da podio.
Stanare il punto esatto in cui le cose accadono.
Pagine da podio.
Stanare il punto esatto in cui le cose accadono.
26 ottobre 2009
Mia sorella è una Foca Monaca
È la storia di un tipaccio minorenne che ha un ego spumeggiante, e che a forza di andare giù al tappeto, senza rimanerci davvero mai, certo gli tocca limare qualche spigolo ma al contempo finisce per sbracciare in mezzo a cieli veri, orizzonti nuovi, e scopre che dentro dentro non è poi tutto da buttare, né da inventare. Per la padronanza, la scorrevolezza, l’inventiva, i ribaltamenti, la simpatia, il ritmo e anche l’onestà, a me è piaciuto davvero tanto. L’ho trovato davvero sostanzioso. L’autore, Christian, ha un blog molto interessante, che sgancia qualche coordinata in più su di lui e sulla passione che muove il suo piglio narrativo, e che trasuda dalle pagine dense di avvenimenti di questo riuscitissimo romanzo d’esordio. “…Due anni prima mia madre era scappata con un benzinaio, un tale più giovane di lei di tredici anni. Per mia sorella Francesca era stato un duro colpo. Talmente duro che non aveva voluto quasi più uscire di casa, tranne per le grandi occasioni, tipo Natale e Pasqua e certe domeniche, quando andava in Chiesa a pregare Cristo o chi per lui di salvare l’anima di sua madre. Era una cosa patetica. Francesca che, tutta assorta e contrita, pregava Gesù di avere pietà di nostra madre e nostra madre che, nel frattempo, passava giornate a farsi fare il pieno dal giovane benzinaio…”pp.15 Christian Frascella, Mia Sorella è un Foca Monaca, Fazi, 2009, pp.279
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