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12 aprile 2011

La verità su Kerry e ciò che resta di noi - Olive Kitteridge di Elizabeth Strout


tratto da Olive Kitteridge di Elizabeth Strout

Non è più una bella giornata di aprile. Il vento da nord-est che soffia contro il fianco della casa di Bonnie ha portato con sè le nuvole, ed ora un cielo grigio come a Novembre incombe sulla baia e sui cupi scogli frustati incessantemente dall'acqua, che fa turbinare le acque lasciandole sospese in ciocche aggrovigliate sui massi più alti. Lontano, fino alla punta, la costa rocciosa appare spoglia come se fosse inverno, e solo i pini e i sottili abeti sono ammantati di verde scuro, perchè è di gran lunga troppo presto perchè spuntino le foglie; anche vicino alla casa la forstizia ha solo i boccioli.
Mentre cerca Marlene, Olive Kitteridge calpesta...
 

06 aprile 2011

Il conto - conversazioni surreali

Ti siedi ad un tavolino qualsiasi, a goderti le prime luci soffuse che annunciano la sera, l'aria tiepida, il libro nuovo che hai aspettato tutto il giorno di poter iniziare.
Ordini un aperitivo sobrio, ma denso.
Il traffico è lontano, e comunque lento, stanco.
Le mura antiche ti guardano da una trentina di metri. Giorgione ti da quasi le spalle, bianche spalle, marmoree spalle.
Loro arrivano quando i tuoi occhi sono al punto a capo, penultima riga in fondo pagina.
Giovani. Molto giovani. Insicure. Atteggiate. Una dietro l'altra si siedono al tavolino a fianco del tuo.
La leader, una ragazzina magra e ben curata come se ne vedono mille, si siede spalle alla piazza ed a favore dei portici ove qualcuno la può scorgere, e salutare, e lei può fare altrettanto, e bearsi della sua fresca maturità raggiunta. La chiamerò Suamagrezza.
A lei si associa l'altra, grassottella, riccioluta, con negli occhi l'ansia di inseguire le perfezioni artificiali che attraverso le sue compagne la sfiorano, ma non l'attraversano. La chiamerò Cespugliorozzo, in omaggio ai suoi capelli.
Hanno tutta la vita per trovare forma, bellezza, tranquillità. Lo sai, hai ascoltato centinaia di amiche come loro, ai tuoi tempi, che tutti scartavano e che poi sono fiorite. Va bene così.
Allora leggi. Ogni tanto ti fermi, ti guardi intorno, stai pur sempre attendendo la beata compagnia di una persona a te gradita. Allora la loro voce, accompagnato dal fumo delle appena accese sigarette, ti raggiunge.
Arriva il cameriere.
Suamagrezza - tu cosa ordini?
Cespugliorozzo - non so, tu? ( inseguendo)
Suamagrezza - Guarda, io qualcosa di analcolico. ( sfibrata)
Cespugliorozzo - beh, si potrebbe. ( indecisa oltre il limite umano)
Suamagrezza- Non so, non reggo più l'alcol. Non reggo più l'alcol da quando ho preso la patente.
Cespugliorozzo - sarà l'età.
Suamagrezza - eh, prima invece...
Cespugliorozzo - ma è difficile prendere la patente?

Ma prima de che? ti dici prima di tornare al tuo libro.
Dopo un po' guardi l'ora, chiedendoti come mai questo strano ritardo.
Suamagrezza - Guarda, non so cos'abbia mio padre.
Cespugliorozzo - Cosa?
Suamgrezza - ha tutta sta fissa per le crociere.
Cespugliorozzo- che figo! ( inseguendo l'irraggiungibile)
Suamagrezza - Si, ma non sai cosa ha combinato l'ultima volta che è andato.
Cespugliorozzo - Cosa? ( curiosità indifendibile e coatta)
Suamagrezza- S'è comrpato tutte le robe di Prada, ha la fissa di Prada, e quando è tornato ha buttato via tutto.
Cespugliorozzo- che pazzo.

Ti allontani un po', trascini il tavolino sul pavè, la sedia e tutto.
Bevi. Non hai lo stomaco per digerire certe tristezze, lo sai.
Ma loro continuano.
Cespugliorozzo- devo studiare, domani c'è compito in classe.
Suamagrezza - e come sei messa?
Cespugliorozzo - ne so zero.
Suamagrezza - Ieri mentre guardavo l'isola mi son fatta tradurre da un amico un testo di inglese. Che delusione l'Isola. Mandavo sti sms e lui mi rispondeva subito subito. ( lasciando trapelare che lui ne vorrebbe a mille da lei ma lei non si concederà mai)
Cespugliorozzo- beh, potresti darmi il numero del tuo amico, così gli invio le domande del compito, domani. ( finto speranzosa)
Suamagrezza- E come va a scuola?( non darà mai un numero a nessuno)
Cespugliorozzo - Il primo Quadri un disastro, avevo 5 materie sotto.
Suamagrezza - E adesso ( con la voce di chi ha solo sette e otto)?
Cespugliorozzo - sono migliorata.
Suamagrezza - cioè?
Cespugliorozzo - Per dirti, prima avevo matematica con il 3. ( non mi chiedere altro, ti prego)
Suamagrezza - e adesso?
Cespugliorozzo - Adesso ce l'ho con il 4.

Ti concentri con tutte le forze sul tuo libro. Non resta altro da fare.
Ma non tacciono.

Suamagrezza- stase potremmo uscire con i ragazzi.
Cespugliorozzo - magari
Suamagrezza- c'è un fico, un tipo proprio fico.
Cespugliorozzo - bello.
Suamagrezza - Si chiama Marco
Cespugliorozzo - Non ci posso credere!! Marco è il mio nome preferito. io scrivo Marco dappertutto...

Allora non ti resta altro che ammettere a te stesso che tipe così non le avevi consolate mai, ai tuoi tempi, e che la questione insicurezza-età-maturazione- non spiega mica il vuoto che senti agitarsi intorno, e allontanarti in fretta, chiudere il libro, alzarti, cercare il cameriere, e dire le fatidiche parole:
Il conto.

31 marzo 2011

He's back!!

Ho fatto un patto sai,
con le mie emozioni,
le lascio vivere e loro
non mi fanno fuori

Non sarà Nessun pericolo per te, non sarà Vado al Massimo, nè Gli spari sopra, nè Bollicine, nè C'è chi dice no, ma Lui è tornato,
e,
tra le pieghe di una lingua icastica e di un testo un po' tirato via,  sintetico e semplice, solo a tratti immediato e significante allo stesso tempo,
tra i nascondimenti facili del cantato che segue la melodia e non la taglia con un testo autosufficiente, forte, finendo per stirare le parole pur di chiudere le strofe, come da un grande cantautore come lui non vorresti,
tra la monotematicità un po' asfittica dei testi, io e te te e io, la donna che si fa scopare e l'uomo che la possiede come vorrebbe,
tra tutto questo qualche buona chicca si trova, eccome.

E comunque, a volte, basta un po' di sole, e la sua voce, e qualche graffio dei suoi, e gli perdoni tutto, perchè poi Lui è Lui. 
Un po' accartocciato forse, come spiace sentirlo, non proprio bello ritto in piedi a rivendicarsi al mondo, non più, ma è sempre Lui, anche molte battaglie dopo, forse proprio a causa delle battaglie passate.

In fondo, anche le involuzioni degli Artisti, se oneste, sono sempre Rock.

30 marzo 2011

28 marzo 2011

....Altro che nucleare


Fornirà energia a 10 mila abitazioni con un investimento di 45,5 milioni di euro


La più grande centrale elettrica che produrrà energia dalle maree sarà installata in Scozia nello stretto di Islay, tra l'omonima isola famosa per il whisky e quella di Jura. L'approvazione al progetto è giunta dal governo scozzese lo scorso 17 marzo, un esecutivo che si sta lanciando sulle energie rinnovabili in previsione del prossimo esaurimento dei giacimenti di petrolio e gas del mare del Nord. ScottishPower Renewables (Spr) svilupperà il progetto da 10 megawatt grazie all'installazione sul fondo marino di dieci turbine, ognuna da 1 MW. Turbine simili sono già state in azione da sei anni in Norvegia e sono in corso di posizionamento entro la fine dell'anno in un altro impianto sottomarino scozzese alle isole Orcadi. Il posizionamento delle prime turbine avverrà il prossimo anno mentre l'entrata in esercizio della centrale è prevista tra il 2013 e il 2015. L'investimento è di 40 milioni di sterline, circa 45,5 milioni di euro
....
Reading morequi ( aritcolo tratto da Corriere della Sera)

45,5 milioni di euro....
diviso 10.000 famiglie...
uguale 4.500 €/ famiglia
Mettiamo anche che in Italia costerebbe il 25% in più in mazzette e collaudi
uguale 5625 €/ famiglia

Zero scorie,
zero impatto visivo...
zero impatto ambientale...
zero bolletta...  
zero business per le solite BIG SPA....
OPSSSSSSSSSSS

23 marzo 2011

Tripartizione dei poteri FOR DUMNIES

La tripartizione dei poteri è uno dei principi cardine dello Stato di diritto.
Lo Stato di diritto è quello stato in cui c’è certezza del diritto.
La certezza del diritto significa soprattutto che l’arbitro ha delle regole al pari di tutti i giocatori, che chi gioca, ricco o povero che sia, deve sottostare alle stesse regole, che le regole non cambieranno in corso di partita.
         
Prima della conquista dello Stato di diritto c’era il Medioevo, in cui ogni bischero che fosse grosso e ricco faceva l’alto ed il basso ( soprattutto) e te che eri povero te la potevi solo prendere con la tua povertà e cercarti amici influenti.
         
Tripartire i poteri  ( Giudiziario, Esecutivo, Legislativo) in capo a tre organi autonomi e distinti è l’unico modo per garantire qualunque cittadino, ed evitare che ciò che fa comodo ai governanti ( quasi sempre tutt’altro che illuminati) e ai loro amici, non venga automaticamente ratificato dai giudici, aggiungendo al danno la beffa.
Tra l’altro, poi, i governanti hanno, essendo il potere Legislativo in mano al Parlamento che regge il Governo, la possibilità, in ogni momento di mutare il quadro legislativo.
Con il complicarsi della società, negli ultimi 60 anni, è divenuto sempre più evidente che lo Stato dovrebbe garantire sempre di più regole minime e chiare  capaci di riequilibrare i rapporti più squilibrati, e di evitare eccessivi accentramenti di poteri ed interessi. Ed infatti, nei paesi più evoluti, ai poteri sopra indicati si sono aggiunti organi di controllo, non nominati dai politici né controllati dagli stessi, autonomi e forti ( capaci di sanzioni, economiche, dissuasive) operanti in diversi settori della realtà economica.
Quando s’era figlioli s’è provato tutti cos’era lo Stato assolutista.
Ed infatti se si faceva una bischerata, mamma ( quasi sempre l’Esecutivo) demandava al babbo ( quasi sempre Giudiziario) la punizione.
In alcuni casi mamma assommava il potere esecutivo e giudiziario, ed al babbo era demandata l’esecuzione ( dolorosa)del verdetto.
Tali organi però non erano indipendenti autonomi.
Asservirsi al volere del potere Esecutivo, che influenzava a suo piacere il Giudiziario, anche quando si erano pienamente rispettate le regole imposte dal potere Legislativo ( i rari casi di accordo tra babbo e mà, che chiarivano subito come dovessero funzionare le cose), era l’unica via per vivere serenamente.
Far arrabbiare l’esecutivo – mamma - comportava in un colpo solo far infuriare il Giudiziario – babbo- ( mai visto un babbo immune alle furie della moglie) e mettersi contro il potere legislativo– Babbo + mamma -  a lungo termine.
Si contano centinaia di migliaia di casi in cui diritti più o meno acquisiti ( l’uscita del sabato sera fino a mezzanotte) hanno subito restrizioni da parte del potere esecutivo o giudiziario, astruse, e sempre a favore del potere di riferimento. ( La famosa “finché sei in questa casa fai quello che dico io” o “ quando sarai grande deciderai da solo” ).
Appellare qualsiasi decisione avversa risultava poi impossibile.
La commistione e l’asservimento dei poteri è in genere l’anticamera della dittatura, che magari quando s’era cinni e a fare i dittatori c’erano i genitori illuminati la cosa andava anche bene, ma di chi è l’interesse vero a riportare un paese moderno e civile al Medioevo se non dei potentes ?

15 marzo 2011

La tua patria al balcone


Sventolano?
Sventolano!
Nel Nord-est tanto sistematizzato e etichettato, una dopo l'altra sono comparse, con timidezza, una dopo l'altra, le bandiere italiane. Fino a ieri erano un paio, ora sono decine ormai. Sventolano, finalmente.
Le si può vedere quasi tutte appese a ringhiere o balconi di case vecchiotte, di appartamenti popolari, di abitazioni scrostate e  ricche di memoria, ma ci sono.
A mezza voce nei bar e nelle sale d'attesa qualcuno parlotta della possibilità d'esser meglio di quel che siamo stati fino ad oggi, noi Italiani.
Sui giornali locali è tutta una dichiarazione dell'ultimo minuto a favore ANCHE del Tricolore, da parte di politici piccoli piccoli colti impreparati da questa dimostrazione di affetto del popolino che governano con infallibile istinto da condottieri marketing-oriented.
Le bandiere non passano, gli uomini si, anche quelli sbagliati.

31 gennaio 2011

Buone Notizie....da Alcatraz

Buone notizie:
1- l'uomo è ancora in movimento: concerto e live a S. Siro previsti per l'estate 2011!!!
2- ritorna la miglior trasmissione radio dello scorso decennio: Alcatraz in podcast scaricabile da radio 2, ed è quasi commuovente!
3- Nell'ultimo di Lorenzo c'è ancora molta vita e voglia di futuro. Mi sembra sempre più americano da questo punto di vista Lui.
4- Cormac McCharthy non ha ancora risposto alla mia lettera, ma la speranza è l'ultima a morire.
5- Partecipo alla Bottega di narrazione di Giulio Mozzi e Gabriele Dadati. E quindi, entro dicembre, un libro mio dovrebbe venir al mondo, finalmente, altra cosa sarà che qualcuno abbia voglia di leggerlo... o di pubblicarlo

07 gennaio 2011

Il Viaggio...

Viaggiando, contraddico me stesso. Viaggiando, sposto un limite interiore. Costruisco nuove connessioni nel cervello, ne lascio cadere di inutili. Per me il viaggio non è mai piacere. E' un atto di igiene psicofisica, un Kriya yogico profondo, come quando si puliscono le narici, gli organi interni, gli intestini. E' proprio quando la quantità di tossine sedimenta e comincia a influire sull'umore e sui ritmi biologici che una parte di me accerte la necessità di viaggio. Ho letto che i batteri e gli acari della polvere inducono uno stato di quieto tropore, stimolando endorfine. Euforia pda casa polverosa. Il me stesso bolognese protesa e rivendica, pronto alla lamentazione. Però c'è una parte di me simile a padre Navarette. Un uomo che viaggia molto, incapace di erigere una casa stabile. Un uomo che si contraddice, di molte partenze. "

Grand River - Wu Ming - Einaudi - p.24

TEMPO INVESTITO BENE- review

Wiki

10 dicembre 2010

Wesley Snipes in carcere per EVASIONE FISCALE

3 anni di Carcere... per evasione fiscale...che sia lotta all'evasione questa????..... promise land...

Democrazie: note per una possibile rivoluzione

"Abbiamo portato una nuova moralità" S.B.

IO una proposta rivoluzionaria ce l'avrei...


Forse non proprio Nuova:

ART 3 - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

06 dicembre 2010

In queste tasche sfonde

C’è forse la mia vita in queste tasche sfonde,
che il meglio hanno avuto e si son perse.
Di tutto quel che ho gettato,
o regalato,
o che ho lasciato cadesse via da me,semplicemente,
m’ è rimasto il vuoto,
e questo strano vizio di tenere tutto e di non avere niente,
di lasciar andare ma non mollare davvero mai,
di sgranar rosari che s’allungano s’allungano s’allungano,
e finir non sanno.

La porta d’ombra,
il letto sfatto,
libri dalle pagine piagate sul comodino,
nelle fessure è già luce, e giorno, e io dovrò uscire.
Tu ti volti
e mi osservi muta, in quel modo,
come da dentro,come fossi un ricordo,
e taci.

Ride il cielo di nuvole e sole,
ho nuove mille cose da dirti
e pagine da attraversare,
poi infilo la mano ed ogni cosa s’è già persa
in queste tasche sfonde.


03 dicembre 2010

MASTER CLINT - Show don't tell - Lezione 1228

Io ho un divano scomodo. L'aspetto positivo è che non ci si addormenta neanche in quelle sere, come ieri, in cui si è davvero alla frutta. Allora: cena, faccende, zapping TV.
RAI3, Million dollar baby. Fine dello Zapping.
Film incredibile. Sceneggiatura meravigliosa. Regia pulita.
L'ho visto e rivisto, eppure......Lezione 1228 di Clint.

Siamo al punto in cui Maggy, grazie ad una vita di stenti, allenamenti durissimi, e le prime vittorie, ha messo da parte qualche soldo con cui ha acquistato una casa a sua madre, senza dirglielo, e chiede a Frank, dato che sono nei paraggi, di accompagnarla a casa sua per consegnare questo enorme regalo alla madre.
Frank accetta.
Arrivano alla casa. La madre e la sorella di Maggy la snobbano, la umiliano, la insultano e deridono, non ostante siano persone alla deriva e il regalo sia enorme. La scena è quasi stomachevole.
Frank è silente, Maggy accenna una reazione trattenuta, salgono in auto e se ne vanno. Maggy è umanamente sconfitta, ed anche un panzer come lei accusa il colpo. Frank, per quanto duro e apparentemente inscalfibile è evidentemente toccato dalla sofferenza della ragazza.
Fin qui il film ha svelato solo le apparenze della vita dei due protagonisti, ora cambia registro e trascina lo spettatore nel profondo dei personaggi, nella dark side, tra le ferite e le sofferenze più private.
LEZIONE: Fermo ad un distributore, Frank lava il vetro dell'auto mentre aspetta di terminare il rifornimento.
L'inquadratura è centrata su Maggy, seduta al lato passeggero, ma comprende anche Frank fuori dall'auto e chino sul parbrezza. Frank bagna il vetro.
L'immagine di Maggy è un po' filtrata dall'acqua.
Frank passa la spazzola e l'immagine di Maggy diventa nitida, pulita. Lui la osserva, e lei è triste, immobile, indifesa, scossa, ferita, "al tappeto".
In una scena, potenzialmente banale e da taglio in fase di montaggio ( benzina e lavaggio vetro), la metafora di un momento fondamentale: Frank ha conosciuto la famiglia di Maggy, lo squallore, la aridità  affettiva, umana e  materiale da cui con sforzi enormi lei sta riuscendo a riscattarsi.
Frank ne ha compassione. Ha tolto il velo ( d'acqua nella traduzione cinematografica) e "vede" nitidamente chi e cosa è Maggy; le sue debolezze più intime e private. "Pulisce" l'immagine da bulldozer inarrestabile.
Di lì a poco Frank arriverà a coinvolgersi completamente nella storia di Maggy: 
Lei- ho solo lei al mondo.
Lui- puoi contare su di me.
Frase che solo pochi minuti prima era impossibile anche solo da immaginare dato il punto di partenza della storia. Parole che dette da un uomo schivo, e ritroso ad ogni contatto umano pesano e peseranno nel proseguio del film.

In una immagine mille significati.
Grande insight
Grande preparazione del Background
Grande Turning point
Grande Arco del personaggio.

Grande Clint. Lezione n° 1228 del maestro.
Uno dei pochi registi/attori che potrei seguire anche su un divano comodo, in una sera in cui sono alla frutta, senza mai prendere sonno e imparando qualcosa.

01 dicembre 2010

Viva le domande

Non voglio dire che quello di Saviano sia il modo giusto, o l’unico, di informare. E nemmeno che quando si racconta qualcosa si debba per forza emozionare l’uditorio. Però, però io, se fossi un giornalista, oggi, qualche domanda non riuscirei proprio a non farmela. Senza per forza dover trovare risposta. Lo farei quasi come fosse un esercizio Zen: buono in sé prima che utile.

Come mai dobbiamo attendere il circo di Fazio e Saviano e Rai3 per ascoltare ciò che ci riguarda così da vicino? Come mai devono arrivare questo ragazzo e un presentatore come tanti perché ciò che ci sfiora e ci attraversa ogni giorno venga pronunciato per quel che è, senza che il politicopanciapiena di turno sia lì a piegare ogni cosa al suo tornaconto, alla sua visione?
La risposta mi sembra comunque ovvia.

Allora, allora io, se avessi scelto di essere un giornalista ( e non solo di FARLO), mi sentirei di aver tradito soprattutto, più che me stesso, la funzione sociale del mio lavoro. Da oggi, proverei a ripartire; a cercare nuovi spazi e mezzi per tornare a dire la vita, semplicemente, più che interpretarla o più che tentare di orientare i lettori secondo questo o quello schema.
Quel che è certo è che la funzione sociale dell’informazione non si esaurirà mai, né potrà, fortunatamente, estinguersi, nemmeno sotto la pressione dei regimi più opprimenti. 

Personalmente ho trovato d’una forza semplice e penetrante lasciare ai piccoli personaggi normali, come ogni uno di noi è, la testimonianza e l’autorevolezza del sintetizzare la propria esperienza e raccontarla. Dico ciò che so, e che ho appreso sulla mia pelle, quindi dico ciò in cui credo, semplicemente e in pochi secondi.
Alla fine credo che proprio ritrovarsi sparata in faccia la potenza delle parole sia stato il dono prezioso di queste poche ore di diretta televisiva. Certo, parole a volte smozzicate ed imperfette, a volte magari parziali, ma forti, fiere, squilibrate, come le parole sono quando provengono da persone vere, e non da figuranti.
In qualche modo ha a che fare con la gioventù tutto questo, con la semplicità della gioventù e, forse, per chi ascolta, con il rispetto portato dalla vecchiaia. Mi pare che il messaggio insito nella testimonianza diretta, alla fine, sia più importante dell’imparzialità, e venga codificato e riconosciuto da chiunque come meritevole di rispetto e di condivisione, proprio perchè non ha la vocazione a rappresentare la realtà in toto ma solo una voce autentica.
Aver esercitato l’azione del dire, Dire, mi è sembrato magicamente depotenziare l’inedia in cui vedo scivolare tanta gente, e pure la paura di uscire allo scoperto come singoli.

Ho apprezzato, anche, che nei passaggi più spinosi gli autori hanno scelto di riferirsi ai verbali dei processi e risultati d’indagine, perché nella burlesca girandola di opinioni che è l’informazione, dove tutti possono dire qualsiasi cosa basta che ci sia chi in qualche modo se la beve, davanti al giudice le parole pesano e i fatti sono prove. E questo cambia tutto. Chi mente commette un reato e ne sopporta le conseguenze in proprio, per questo confrontando ciò che un indagato racconta ai giornali con ciò che dichiara al giudice non c’è mai corrispondenza. L'indagato racconta quel che vuole ai giornalisti, magari per montare un caso mediatico, e spesso racconta solo balle fino all’attimo prima dell’esame davanti ai magistrati.
In una situazione di monopolio televisivo e informativo come quella attuale, l'unica verità è quella che emerge dagli interrogatori davanti ai magistrati, o dall'incrocio dei verbali degli stessi.

Peccato, poi, che in questa televisione post-mediasetopolio ci venga impedito di aver accesso alla fervente intelligenza di alcuni comici.

Ora tornerà il silenzio; ora tornerà il silenzio dei dialoghi telecomandati, delle domande gentilserventi, della pallida paura di dire che poche parole ma vere possono bastare, lo so. Magari qualche polemica a sfondo politico e poi di nuovo l’anestetizzante normalità. I contenuti di Vieni via con me spariranno di nuovo, sicuro.
Però, intanto, han portato qualche domanda nuova e tante voci vere.
A chi le cose dette o la trasmissione hanno dato fastidio i migliori  auguri di buona notte, ma per quanto mi riguarda, Saviano o non Saviano, viva, sempre, le domande.